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Parto naturale

 

Se un tempo il parto era vissuto come evento naturale, nel corso degli anni si è assistito alla sua progressiva medicalizzazione; per lo più oggi si partorisce in contesti ospedalieri dove è previsto il ricorso alla tecnologia, l'utilizzo di farmaci per la stimolazione e l'agevolazione del parto ed eventualmente l'intervento medico o chirurgico.

E' infatti in netto aumento il numero dei parti cesarei, considerati non più in termini di urgenza in caso di gravi complicanze durante il travaglio, ma in senso preventivo, come sinonimo di nascita sicura. Di fatto l'Italia detiene uno dei primati europei in quanto a incidenza di parto cesareo: quasi il 40% delle nascite nel nostro Paese avviene con un cesareo a fronte del 20% indicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come tetto massimo.

I ritmi frenetici imposti dai tempi ospedalieri non si addicono al parto naturale: la necessità di accelerare il travaglio induce all'utilizzo di rimedi farmacologici, quali la somministrazione di ossitocina sintetica, l'episiotomia per agevolare la fase espulsiva, intervento praticato pressoché di routine, l'analgesia epidurale, richiesta da un numero sempre crescente di donne per evitare i dolori del parto, il taglio immediato del cordone ombelicale e l'accelerazione della fase di secondamento attraverso l'ulteriore somministrazione di ossitocina sintetica.

Il parto naturale, proprio dei mammiferi, ha natura e tempistiche ben diverse da quelle riscontrabili nei reparti maternità. Prevede lo sprigionarsi di un vero e proprio cocktail di ormoni senza i quali il processo viene messo a serio rischio, e grazie ai quali la donna è in grado di sopportare il dolore, gestire le fasi del travaglio e prepararsi emotivamente all'imminente nascita del suo bambino. Ma perché questi ormoni possano essere liberi di fluire, il travaglio e il parto devono svolgersi in un contesto di intimità, di tranquillità e di silenzio, in penombra e al caldo.

La chiave di ogni parto naturale è che la donna ne sia protagonista.

Piera Maghella, fondatrice e presidente da oltre vent'anni del MIPA, il Movimento Internazionale per il Parto Attivo, sostiene che "è la donna che deve essere al centro di tutto l'evento, a partire dalle scelte informate durante la gravidanza, su quali e quanti esami eseguire, fino alle modalità del parto: come, dove e con chi far nascere il suo bambino".

Particolarmente durante il travaglio e il parto, ogni mamma dovrebbe poter rimanere al centro, con i suoi bisogni e le sue personali modalità di gestire questa esperienza.

Il parto naturale diventa quindi attivo, nella possibilità di esserne protagoniste, assecondando il proprio istinto, come in natura.


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